Acqua a secchiate oggi. Questo è il primo vero giorno di pioggia che vedo da quando sono qui. E, a detta del mio nuovo teacher, fin'ora m'ero persa il tipico weather del luogo(avrei volentieri preferito continuare a perdermelo!). Così, dato che non ci tengo per nulla a fare una doccia per strada, questo pomeriggio lo dedico a voi.
Mi pare di non avere ancora accennato al verde troppo verde di Oxford: è qualcosa di inspiegabile. Sebbene siano state obiettivamente 3 settimane fortunate per me, il bel tempo qui non è neanche paragonabile alle splendide giornate di sole di cui godiamo in Italia. Le belle giornate ad Oxford sono quelle prive di pioggia e vento, con un timido sole che fa capolino... è questo il punto: il timido sole.
E' noto che l'intensità dei colori è tanto maggiore quanto maggiore è l'intensità della luce, i colori esistono perchè c'è la luce. Il verde che fa capolino tra le case old style, che si estende a macchia d'olio nei parchi pubblici e privati, che si getta a picco sulle rive del fiume specchiandosi nelle acque, ha dell'incredibile perchè la sua intensità rimane costantemente viva al di là del grado di luminosità della giornata. Anzi, paradossalmente, nelle giornate nuvolose sembra diventare di una profondità accecante e ne rimango ogni giorno più affascinata.
E' stato mentre seguivo una macchia di questo misterioso verde, che tornando a casa mi sono persa(per l'ennesima volta, ma volutamente!) e ho scoperto quella che per me è la strada più trendy di Oxford, in barba alle vie del centro costantemente affollate di gente che vi si riversa perchè ovviamente note.
Si tratta di Cowley Road, un pezzo di casa nel sud della città. Sì, perchè mentre le principali strade mi sono diventate familiari per il semplice fatto di macinarle ogni giorno, in Cowley Road mi sono sentita a casa sin dal primo momento in cui vi ho messo piede. Non è semplice darvi un'idea, ma ci proverò. Innanzitutto si tratta di una strada che si estende in larghezza quasi quanto in lunghezza e già solo per questo senti la necessità di tirare un profondo respiro alla sola vista, prima ancora di imboccarla. Poi muovendo i primi passi per addentrarti in questo universo parallelo, ti rendi conto di quanto sia differente da tutte le altre strade di Oxford: è un vero e proprio mix tra old and new style, tra english and 'resto del mondo' style! Sembra essere la strada di una città metropolitana e non quella di una città immersa nelle campagne inglesi, anche se l'occhio attento di un buon osservatore può scorgerne facilmente le radici: si tratta di un mosaico in cui accanto alle tipiche case inglesi trovi squarci made in Greece, in Italy, in India, in Russia, etc... e non è affatto un luogo turistico, è semplicemente un pezzo di mondo che si è trasferito là. Ogni genere di shops, pubs, people... ciascuno con la propria caratteristica e ben riconoscibile impronta: è uno spettacolo che ti apre il cuore, il posto dove chiunque ad Oxford può sentirsi cittadino.
Ci torno ogni qualvolta ho nostalgia di casa, anche solo di passaggio, perchè guarda caso è semplicemente una parallela alla mia strada: a piece of home behind my english house!
Il fato ha voluto che proprio il giorno in cui ho scoperto Cowley Road, ho poi casualmente scelto come ponte di passaggio tra Cowley e Iffley Road una piccola traversa chiamata Magdalen Road, in cui dopo pochi passi ho assistito ad una piacevole scena ludica di cui presto sono diventata uno dei protagonisti: un giovane uomo e tre bambini di nazionalità(credo!)araba giocavano a rincorrersi nel bel mezzo della strada(credo sia pedonale o forse l'ho semplicemente sperato in quel momento!), quando ad un certo punto l'adulto è riuscito ad acchiapparne uno e l'ha sollevato, a mo' di punizione, tenendolo a testa in giù mentre il bambino tra le risate urlava "let me go!let me go!". Io intanto li avevo raggiunti, in quel momento mi trovavo esattamente alla loro altezza sulla strada e molto probabilmente sorridevo compiaciuta senza accorgermene, perchè l'uomo subito(come se mi conoscesse da sempre) mi fa "take him!" ed io "eh?! No!", lui insiste "prendilo!" dando il tempo ai miei riflessi di star pronti e... letteralmente mi lancia il bambino(a pochi cm di distanza ovviamente!)! Lo afferro, lo faccio volare anch'io per un pò (mentre il piccolo continua a sbellicarsi!) e poi riconsegno il prezioso pacchetto dicendo "sorry, I have to go to my home now" e lui "in Iffley Road?! Avrei giurato che la tua casa fosse nella direzione opposta". Gli sorrido pensando "non hai mica tutti i torti!".
foooortissima Dani, mi stai facendo ACCAPPOTTARE dalle risate..sono indeciso se incoraggiarti a scrivere un libro o andare a Zelig..:D:D:D
RispondiEliminaMa sai che me l'hanno detto in tanti? M'hanno chiesto di farlo ancora: scrivere!
RispondiEliminaNon credo d'essere all'altezza nè dell'uno nè dell'altro tuo suggerimento... :P
Però devo dire che mi piace scrivere... il problema sta nel trovare il tempo e la scusa per farlo!