martedì 27 luglio 2010

Just for fun!

24 h al giorno non mi bastano più. Non riesco a far tutto ciò che vorrei e dovrei... ma, diversamente dalla mia vita in Italia, la scelta qui cade inesorabilmente sul "fun"!

Il bilancio relativo al primo fine settimana è decisamente positivo, soprattutto se consideriamo che è iniziato il venerdì pomeriggio e sta terminando oggi! Sì, perchè è solo in queste ore che mi sto rendendo conto che è iniziata una nuova settimana... o meglio, io ne ero già consapevole, ma il mio cervello faceva orecchie da mercante!

Venerdì pomeriggio, dopo la scuola, ho iniziato con il botto: shopping in Cornmarket Street (sì, proprio quella strada con vetrine dal richiamo irresistibile, al cui confronto le sirene di Ulisse erano nulla!)!
Dopo cena, mentre chi doveva lavorare anche di sabato tornava a casa(..come sono crudele! ),io andavo in Cornmarket Street... sì,di nuovo... ma tranquilli,a quell'ora i negozi sono chiusi!! Era lì l' appuntamento con i miei international friends: serata dedicata alla partenza di Alì e sua sorella Bouchra. Pub, poi Disco... ma da brava bambina (mmm... la verità è che sono un diesel e ci metto un pò a carburare!), sono rientrata relativamente presto preparandomi a dover percorrere strade semi se non completamente deserte... ma di che?!Illuminazione a giorno, gente ovunque e baracchini ambulanti da cui provenivano invitanti profumini di junk food! Mi sono accorta improvvisamente d'essere a mio agio, di sentirmi al sicuro per quelle strade, ho sentito la città un pò mia. Cosa alquanto strana se consideriamo che normalmente solo la buona conoscenza di una città mi dà quel tipo di sensazione. In quel momento ho davvero amato Oxford.

Sabato è stata la volta di Londra. Marc mi ha portata in giro per South Bank, su quella sponda del Tamigi dove non ero ancora stata... e non so se fosse per la compagnia, per la splendida giornata, per lo stato d'animo o per un mix di tutto questo, ma posso dire con sicurezza che è di gran lunga la zona di Londra che fin'ora m'è piaciuta di più. Forse perchè è un pò come me: chiassosa, confusa e impazzita! Fatto sta che finalmente, dopo la terza occasione che le ho dato, Londra ha conquistato un pò anche me e mi ha convinta a tornare!

Domenica full immersion nei colleges oxfordiani... sapevate che ce ne sono circa 30 (in una città così piccola!)?! E non si tratta di un unico sistema, ciascuno di loro è indipendente dagli altri, vive di un respiro proprio.
Grazie a Ramòn e James ho avuto la possibilità di visitarne tre nel dettaglio, e quando scrivo "nel dettaglio" intendo dire che ho potuto vedere ciò che i normali turisti non vedono...spettacolari antiche biblioteche, alloggi degli studenti, sale riunioni dei professori, logge, halls... ho toccato con mano la vita che si svolge là dentro, che non ha nulla a che vedere con la vita universitaria italiana... è completamente impregnata di cultura, rigidità e tradizione! Vi dico solo che esistono dei giardini interni accessibili agli studenti e altri accessibili solo ai professori, i quali hanno la facoltà di invitarti a raggiungerli permettendoti così di calpestare i prati proibiti! Questo fatto mi ha talmente colpita che ogni qualvolta mi trovavo di fronte un fazzoletto verde, intimorita continuavo il mio cammino lungo il perimetro senza osare calpestare un filo d'erba fino a quando Ramòn mi diceva: "quassù puoi camminare!" e anche dopo aver ottenuto la certezza, mi sentivo in difetto a rimanere a lungo sul prato e mi scoprivo camminare quasi in punta di piedi!
Se la domenica oxfordiana è terminata con una piacevole passeggiata on the river, il lunedì lavorativo è iniziato in sordina ma ormai avevo carburato alla grande e lunedì sera ho dato il meglio di me!

Innanzitutto ho fatto il mio primo bucato. Potrebbe pure sembrare una sciocchezza, ma da brava casinista che sono, ho complicato anche quello!
Washing machines and dryers che posso usare nella student's house sono a gettoni e con relative istruzioni in inglese. Per cui, volendo fare le cose per bene(le buone intenzioni ci sono sempre!), mi sono preoccupata di procurarmi i giusti tagli di moneta (grazie a Yoah e al proprietario del minimarket in fondo a Iffley Road!) e di capire alla perfezione seguendole passo passo le indicazioni relative all'utilizzo(quindi con dizionario alla mano!)... nonostante ciò, sono stata molto brava a sottovalutare un advice scritto a lettere cubitali: NOT OVERSOAP! Potete immaginare il risultato... Yoah sta ancora ridendo! Inutile dire che ho dovuto ripetere 2 volte il lavaggio e 3 l'asciugatura e da soli 40 minuti che doveva prendermi tutta la procedura, sono rientrata in casa coi i miei panni puliti e asciutti dopo 2 ore! Al danno è seguita la beffa: "per lavare quelle 6 t-shirt hai speso quanto spendo io per il bucato di un mese!" ha detto Yoah.

Tutto ciò non mi ha mica levato il buon umore, anzi! Vedere il mio bucato bianco completamente intatto dopo tante peripezie e olio di gomito mi ha resa felice... così felice che la sera al pub Rudy mi fa: "ma di che ti sei fatta?!". La mia risposta? "sono drogata di vita!". Nessuno m'ha creduto, tanto che hanno tutti iniziato ad annusare la bevanda giallognola nel mio bicchiere chiedendosi quanto fosse alcolica... ho dovuto invitarli a berne un sorso affinchè si rendessero conto che era solo apple juice!!
Nottata fantastica... in giro per pub, qualche puntatina nelle disco aperte e lunghe camminate tra un locale e l'altro durante le quali Srgeu(neanche questo nome so come si scrive!), ragazzo russo con origini coreane, ripeteva a gran voce la question italiana che gli avevo insegnato: "Dove cxxxo stiamo andando?!".
Io ho pensato: e chi lo sa dove stiamo andando?! Ma lungo il cammino, godiamoci il paesaggio!

Stamane facce distrutte nella Room 15... c'è chi neppure s'è presentato alla prima lezione e io l'ho invidiato! Neanche il tempo di sedermi al mio posto che come una lampada al neon s'è acceso un messaggio nella mia mente: C'ERANO DEGLI HOMEWORKS DA FARE!
Quando Jenny ci ha chiesto se avevamo avuto qualche difficoltà con gli esercizi, ho dovuto ammettere che avevo fatto la bischera "Sorry, I didn't do my homeworks". Per fortuna me la sono cavata egregiamente quando m'ha invitata a eseguirli sul momento...
Gli homeworks assegnati da Thomas li ho fatti nella pausa pranzo, mentre sorseggiavo forse mezzo litro di caffè!

Non paga(anche se distrutta!), dopo le lezioni sono andata a fare punting con Francesca, Antonio e Srgeu. E'qualcosa di paragonabile al guadare un fiume ma... just for fun! E fun è stato! Che esperienza!

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